La battaglia di Stefy non si fermerà

Condividiamo l’articolo pubblicato sul sito web del quotidiano “La Stampa” dopo la scomparsa di Stefania Fiorentino, mamma della piccola Bea, “la bimba di pietra”.
La donna è stata sconfitta da un tumore all’età di 35 anni, mentre combatteva un’altra, difficile battaglia: quella per sua figlia, costretta in un corpo-armatura a causa di una deformazione genetica.
Una storia triste, ma che deve essere un esempio per tutte le mamme che si preparano ad accogliere i propri figli, doni preziosi e irrinunciabili, nonostante le difficoltà, nonostante la sofferenza.
Grazie Stefania per lo splendido esempio che ci hai donato!



La brutta notizia spegne «Il mondo di Bea» poco dopo la mezzanotte di sabato. Inaspettata, infierisce su questa famiglia già provata dalla sfortuna. Facebook fa da megafono al dramma: «Vorremmo trovare le parole giuste, ma purtroppo non ci sono. Stefania, la mamma di Bea, ci ha lasciato questa sera. Di fronte a un momento così difficile, sono certa che rispetterete il silenzio». Firmato: «La famiglia». Di quella pagina social Stefania era l’anima, l’aveva chiamata proprio «Il mondo di Bea», come la onlus creata nel 2012 per sostenere la sua bimba e la ricerca medica sulle malattie rare.  
 
L’ULTIMA BATTAGLIA
Sconfitta da un male molto più comune, ma altrettanto impietoso e incurabile, Stefania Fiorentino è morta a 35 anni, dopo gli ultimi 5 a combattere per Beatrice. Aveva lasciato il lavoro in cartolibreria per starle vicino e con il marito, Alessandro Naso, provava a illuminarle la vita, da quando una mattina, dopo il bagnetto, si era accorta che qualcosa non andava. La sua bimba era troppo fragile: «Aveva 7 mesi, mentre la asciugavo le ho rotto un polso. In ospedale, alla prima lastra total-body, si sono accorti delle strane calcificazioni articolari», raccontava nel 2013. Bea aveva 3 anni e mezzo. Da allora il «mondo» si è mosso per la causa della «bambina di porcellana», rigida e delicata, dolcissima, costretta in un corpo-armatura da una malattia che al Regina Margherita mai avevano diagnosticato prima, dovuta a una deformazione genetica che in pratica trasforma in ossa le parti molli delle articolazioni rendendo «di marmo» il piccolo scheletro.  

IL CORPO DI MARMO
È degenerativa, significa che il corpicino si «pietrifica» sempre di più con il passare del tempo: il busto, gli arti, le dita, il collo. A muoversi restano soltanto gli occhi, sempre vispi, inumiditi dalle lacrime, di dolore o gioia a seconda delle emozioni, dei pensieri, dei desideri. Come quella volta che a Bea «si è illuminato lo sguardo» davanti a Papa Francesco. Lui le ha dato un bacino e una carezza, poi le ha detto «Sei bellissima». E lo era davvero, con il cappellino di Hello Kitty e gli occhiali da sole, in braccio a mamma Stefi.   

GLI APPELLI
Il «mondo» ha risposto agli appelli, con abbracci virtuali e speciali, una solidarietà senza precedenti: il «derby dell’amicizia» allo stadio Nebiolo nel 2016, con le Vecchie Glorie di Juve e Toro, e con la nazionale di Amici, per raccogliere fondi e aiutare Stefania e Alessandro a sostenere le cure per Bea, e poi le lettere da tutto il mondo, i 153 mila «like» sulla pagina Facebook, e la visita di Emma Marrone, la cantante che ieri sullo stesso social ha postato una foto con Stefania e un messaggio: «Mia cara, questa notizia mi ha spezzato il cuore. Non ho parole, ho solo un grande senso di vuoto. Grazie per tutto ciò che mi hai sempre trasmesso, il tuo affetto sincero, la tua forza, il tuo infinito coraggio e la voglia di vivere! Mi mancherai da morire amica mia. . . Un grande abbraccio ad Ale e alla mia piccola Bea».  
 
BEATRICE HA 7 ANNI E MEZZO
«Stefania ora continuerai a vegliare su di lei» scrivono in tanti. Poi una valanga di emoticon tristi, «R.i.p», «sigh», di punti interrogativi, «perché?», senza retorica, solo affetto, coerenti con lo spirito di questa mamma-coraggio che alla compassione preferiva la forza d’animo: «La disperazione non serve per risolvere il nostro problema», ripeteva sempre.

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