La Città di Torino ricorda che

La Città di Torino ricorda che
per le donne che non intendono riconoscere il neonato assistenza e anonimato
sono garantiti 30 maggio 2017 / in Cronaca, Torino Condividi38 In seguito
all’episodio di questa mattina verificatosi a Settimo, con un neonato abbandonato
in strada e in seguito deceduto, la Città di Torino ha diramato il seguente
comunicato per ricordare che assistenza e anonimato sono garantiti per le donne
che decidono di non riconoscere i neonati.PUBBLICITÀ Già da alcuni anni e come
previsto dalla legge, a Torino e in Piemonte, le donne in stato in gravidanza e
in dubbio sul riconoscimento del proprio nascituro, possono rivolgersi e
chiedere aiuto a ospedali, servizi sociali e consultori, che operano in piena e
continua collaborazione per assicurare loro, tutelandone l’anonimato,
assistenza, cure mediche, sostegno psicologico nel periodo della gravidanza e
il parto in anonimato in ospedale, anche con inserimento in apposite strutture
socio-assistenziale per donne a cura del Servizio Minori della Direzione
Servizi Sociali della Città . Dopo il parto, per il quale come detto è
garantita la piena segretezza, la madre del bambino può chiedere di non
riconoscerlo e, a quel punto, è il Comune a diventarne tutore e a segnalarlo
all’Autorità Giudiziaria che provvede, generalmente entro venti giorni circa, a
individuare per il piccolo una famiglia adottiva. Nel periodo che intercorre
tra la dimissione del neonato dall’ospedale e l’accoglienza nella casa dei
genitori adottivi, il piccolo, attraverso il servizio del Comune di Torino
chiamato “Progetto Cicogna”, è affidato temporaneamente alle cure di una
famiglia che ha il compito di favorire l’incontro di conoscenza tra il bambino
e la famiglia adottiva e, nel contempo, fare svolgere una sorta di brevissimo
tirocinio ai nuovi genitori. Quest’anno sono stati cinque i parti in forma
anonima e i bambini non riconosciuti, lo scorso anno erano stati 12, 4 nel 2015
e 8 nel 2014. “Ogni attività è svolta in piena collaborazione tra i servizi
sociali della Città di Torino, le strutture sanitarie della Città della Salute
e della Regione Piemonte” – ha sottolineato l’assessore al Welfare, Sonia
Schellino.

 



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