Giornata per la Vita. Il Papa: «L'aborto non può essere presentato come diritto umano»

Nel discorso al Movimento per la vita Francesco definisce
drammatica; la visione che riduce la vita a bene di consumo usa e getta



 Ecco il testo integrale del discorso



«Drammatica» è la visione, spesso presentata come diritto
umano, che riduce la vita a bene di consumo usa e getta. Lo ha affermato il
Papa nel discorso ai membri del Consiglio direttivo del Movimento per la vita
italiano, durante l'udienza in occasione della Giornata nazionale per la vita,
in programma in Italia domani, domenica 3 febbraio. «Prendersi cura della vita,
afferma Francesco, esige che lo si faccia durante tutta la vita e fino alla
fine. Ed esige anche che si ponga attenzione alle condizioni di vita: la
salute, l'educazione, le opportunità lavorative, e così via; insomma, tutto ciò
che permette a una persona di vivere in modo dignitoso». 



Perciò la difesa della vita, continua il Papa, «non si
compie in un solo modo o con un unico gesto, ma si realizza in una molteplicità
di azioni, attenzioni e iniziative; né riguarda solo alcune persone o certi
ambiti professionali, ma coinvolge ogni cittadino e il complesso intreccio
delle relazioni sociali». Consapevole di ciò, nota il Pontefice, «il Movimento
per la vita si sforza di essere lievito per diffondere uno stile e delle
pratiche di accoglienza e di rispetto della vita in tutto l'impasto della
società».

«La difesa della vita ha comunque il suo fulcro, sottolinea
papa Bergoglio, nell'accoglienza di chi è stato generato ed è ancora custodito
nel grembo materno, avvolto nel seno della madre come in un amoroso abbraccio
che li unisce. Ecco perché spegnere volontariamente la vita nel suo sbocciare,
ricorda il Pontefice, è in ogni caso un tradimento della nostra vocazione,
oltre che del patto che lega tra loro le generazioni, patto che consente
di guardare avanti con speranza. Dove c'è vita, c'è speranza. Ma se la vita
stessa viene violata nel suo sorgere, ciò che rimane non è più l'accoglienza
grata e stupita del dono, bensì un freddo calcolo di quanto abbiamo e di ciò di
cui non possiamo disporre. Allora anche la vita si riduce a bene di consumo, da
usare e da gettare, per noi stessi e per gli altri. Come è drammatica questa
visione, purtroppo diffusa e radicata, anche presentata come un diritto umano
(ha aggiunto a braccio), e quante sofferenze causa ai più deboli dei nostri
fratelli». 



Il Papa, che dell'aborto aveva parlato anche ritornando
dalla Gmg di Panama («Per capire il dramma, bisogna stare in confessionale»),
ha poi ringraziato il Movimento per la Vita per il suo attaccamento «da sempre
dichiarato e attuato, alla fede cattolica e alla Chiesa, che vi rende testimoni
espliciti e coraggiosi del Signore Gesù». 



«Nella vostra azione, ha quindi aggiunto, avete testimoniato
con franchezza che quanti sono concepiti sono figli di tutta la società, e la
loro uccisione in numero enorme, con l’avallo degli Stati, costituisce un grave
problema che mina alle basi la costruzione della giustizia, compromettendo la
corretta soluzione di ogni altra questione umana e sociale». Di qui l’appello
di Francesco «a tutti i politici, perché, a prescindere dalle convinzioni di
fede di ognuno, pongano come prima pietra del bene comune la difesa della vita
di coloro che stanno per nascere e fare il loro ingresso nella società, alla
quale vengono a portare novità, futuro e speranza». Non si lascino
condizionare, aggiunge quindi papa Bergoglio, «da logiche che mirano al
successo personale o a interessi solo immediati o di parte, ma guardino sempre
lontano, e con il cuore guardino a tutti».



 

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